Grafene: ricevitore radio da IBM

Ed ecco che dopo qualche mese torno a parlare dell’ormai famoso grafene, quello che si potrebbe presentare come il principale candidato alla sostituzione del silicio nei chip.

Il mese scorso infatti i ricercatori di IBM hanno prodotto un ricevitore a radio frequenza proprio in grafene. Il risultato? Un chip con prestazioni 10.000 volte superiori ad un normale ricevitore in silicio.

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Il primo chip in grafene era stato creato dalla stessa IBM nel 2011, provando che il materiale poteva essere usato in elettronica, ma allo stesso tempo verificando che le sue prestazioni venivano influenzate negativamente dal processo produttivo.
Il GFET (Graphene Field-Effect Transistor), infatti, veniva ottenuto depositando sul wafer prima i componenti attivi (transistor e i loro canali in grafene) e poi i componenti passivi (resistenze e condensatori).
Questo però provocava il danneggiamento del GFET stesso a causa della fragilità del grafene (che ricordo avere uno spessore pari a un atomo di carbonio).

Il ricevitore a radio frequenza è stato invece assemblato a partire dai componenti passivi, sui quali è stato depositato uno strato di grafene. Questo processo produttivo è risultato, a differenza del precedente, molto piùproducente appunto (scusatemi il gioco di parole).
Il chip creato infatti contiene tre transistor con canali in grafene e funziona ad una frequenza di 4,3 GHz ed è stato testato con successo, riuscendo a leggere il messaggio “IBM” dal segnale wireless.

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Questo ci fa pensare che il grafene potrebbe essere utilizzato non solo nei computer come elemento principale dei processori, ma anche per la realizzazione di chip radio da integrare nei futuri dispositivi mobili.

E’ stato inoltre testato che la frequenza di trasmissione dei dati può raggiungere i 500 GHz, ben oltre qualsiasi materiale usato nel campo delle radiofrequenze, consumando tra l’altro meno energia.

Enjoy!!

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